!!!! BENVENUTI !!!!
nel sito del Reparto Salmerie dell'Associazione Nazionale Alpini
- Sezione di Vittorio Veneto -
Abbiamo il piacere di presentarvi ...
... un amico speciale:
I L M U L O
Mammifero della famiglia degli Equidi e dell’ordine dei Perissodattili, deriva dall’incrocio tra l’asino e la cavalla (l’incrocio contrario viene chiamato bardotto). Già nell’antichità il mulo era allevato in Illiria e in Mesopotamia diffusosi poi in tutto il Mediterraneo. Le ragioni della sua diffusione erano la costituzione forte e robusta, la resistenza alle malattie e alle escursioni termiche e l’adattabilità ad ambienti sfavorevoli. L’aspetto esteriore varia a seconda delle razze asinine e cavalline tra loro incrociate. Rispetto all’asino il mulo ha dimensioni maggiori mentre rispetto al cavallo ha testa e zampe in proporzione più grosse e massicce ed orecchie più allungate, l’incollatura più corta e la criniera scarsa. Una buona produzione mulina era fiorente in Puglia incrociando cavalle murgesi con asini di Martina Franca (ideale questo incrocio per i muli d’artiglieria e fanteria alpina). I muli nell’Esercito venivano suddivisi in rapporto alla loro altezza al garrese, alla forza fisica e alla loro resistenza. I muli maschi sono sempre sterili; le femmine, invece, possono essere occasionalmente fertili se accoppiate ad asini o cavalli. Dal 1527 sono stati documentati oltre 60 casi di mule che hanno concepito e partorito soggetti vivi (dunque una rarità). La durata della gravidanza per la cavalla ingravidata dall’asino è di circa 345 giorni, ( intermedia tra quella del cavallo 11 mesi e quella dell’asino, 12). Attualmente il mulo viene ancora utilizzato da traino o da soma (soprattutto in appennino) in lavori boschivi, in aiuto ai pastori e negli ultimi anni anche in ippoterapia. Tra l’autunno del 1992 e la primavera del 1993 i muli in forza all’Esercito Italiano furono messi all’asta ed acquistati da privati ( nella maggior parte , macellai), chiudendo così una pagina di storia (soprattutto di storia alpina) in toni piuttosto amari. Grazie però alla generosità e spirito alpino di Antonio De Luca alcuni di questi muli si son potuti salvare da tale ingloriosa fine ed è per questo che gli Alpini di Vittorio Veneto sono orgogliosi di averne a tutt’oggi ancora nella loro Sezione.
... un amico speciale:
I L M U L O
Mammifero della famiglia degli Equidi e dell’ordine dei Perissodattili, deriva dall’incrocio tra l’asino e la cavalla (l’incrocio contrario viene chiamato bardotto). Già nell’antichità il mulo era allevato in Illiria e in Mesopotamia diffusosi poi in tutto il Mediterraneo. Le ragioni della sua diffusione erano la costituzione forte e robusta, la resistenza alle malattie e alle escursioni termiche e l’adattabilità ad ambienti sfavorevoli. L’aspetto esteriore varia a seconda delle razze asinine e cavalline tra loro incrociate. Rispetto all’asino il mulo ha dimensioni maggiori mentre rispetto al cavallo ha testa e zampe in proporzione più grosse e massicce ed orecchie più allungate, l’incollatura più corta e la criniera scarsa. Una buona produzione mulina era fiorente in Puglia incrociando cavalle murgesi con asini di Martina Franca (ideale questo incrocio per i muli d’artiglieria e fanteria alpina). I muli nell’Esercito venivano suddivisi in rapporto alla loro altezza al garrese, alla forza fisica e alla loro resistenza. I muli maschi sono sempre sterili; le femmine, invece, possono essere occasionalmente fertili se accoppiate ad asini o cavalli. Dal 1527 sono stati documentati oltre 60 casi di mule che hanno concepito e partorito soggetti vivi (dunque una rarità). La durata della gravidanza per la cavalla ingravidata dall’asino è di circa 345 giorni, ( intermedia tra quella del cavallo 11 mesi e quella dell’asino, 12). Attualmente il mulo viene ancora utilizzato da traino o da soma (soprattutto in appennino) in lavori boschivi, in aiuto ai pastori e negli ultimi anni anche in ippoterapia. Tra l’autunno del 1992 e la primavera del 1993 i muli in forza all’Esercito Italiano furono messi all’asta ed acquistati da privati ( nella maggior parte , macellai), chiudendo così una pagina di storia (soprattutto di storia alpina) in toni piuttosto amari. Grazie però alla generosità e spirito alpino di Antonio De Luca alcuni di questi muli si son potuti salvare da tale ingloriosa fine ed è per questo che gli Alpini di Vittorio Veneto sono orgogliosi di averne a tutt’oggi ancora nella loro Sezione.
Dedicato al Mulo.
… ibrido, inelegante, portavi l’obice e la cassa di cottura; il Cappellano, la posta e il ferito; la cassa di granate e l’esplosivo. Tu, tozzo, dalle orecchie grandi, alto e capace negli impervi sentieri. Tu eri l’amico prezioso e insostituibile dei soldati di montagna. Per tutto quello che hai significato lungo i nostri giorni di naja e di guerra; per le giaculatorie dei conducenti; per tutte le volte che gli uomini si sono attaccati alla tua coda in salita e hai lasciato fare tirando su anche loro. Per aver partecipato alle nostre avventure giovanili; per aver condiviso il sudore, la fatica, la sopportazione della calura, la gioia delle mete più ardue; per le cannonate che ti sei preso, filosofo come un soldato di razza; per i venti di altura e il bianco delle nevi. In riconoscenza delle migliaia di tuoi compagni morti in guerra per noi; perché tu possa rivivere nel ricordo di coloro che stanno per mettere le pantofole o le portano già, di nascosto; per tutti gli SCONCI che ti hanno voluto bene: per tutto ciò e per altro ancora:
GRAZIE, insostituibile mio grande amico !
Contattandoci puoi avere la possibilità di conoscere meglio i muli e di farli conoscere ad altri.
Gli "sconci" (in gergo militare gli addetti alla loro cura) sono a disposizione per ulteriori informazioni.
A.N.A. Reparto Salmerie Vittorio Veneto c/o De Luca Antonio
Via Rive, 3 - 31010 Anzano di Cappella Maggiore (TV)
Tel. 0438 59825 - Fax. 0438 555207 email: info@repartosalmerievv.it
Per mettervi in contatto con noi puoi anche rivolgerti a:
SEZIONE ANA VITTORIO VENETOtel./fax : 0438 500099 - indirizzo e-mail: vittorioveneto@ana.it
oppure:delucasas@virgilio.it
oppure: alpinograziano@gmail.com
… ibrido, inelegante, portavi l’obice e la cassa di cottura; il Cappellano, la posta e il ferito; la cassa di granate e l’esplosivo. Tu, tozzo, dalle orecchie grandi, alto e capace negli impervi sentieri. Tu eri l’amico prezioso e insostituibile dei soldati di montagna. Per tutto quello che hai significato lungo i nostri giorni di naja e di guerra; per le giaculatorie dei conducenti; per tutte le volte che gli uomini si sono attaccati alla tua coda in salita e hai lasciato fare tirando su anche loro. Per aver partecipato alle nostre avventure giovanili; per aver condiviso il sudore, la fatica, la sopportazione della calura, la gioia delle mete più ardue; per le cannonate che ti sei preso, filosofo come un soldato di razza; per i venti di altura e il bianco delle nevi. In riconoscenza delle migliaia di tuoi compagni morti in guerra per noi; perché tu possa rivivere nel ricordo di coloro che stanno per mettere le pantofole o le portano già, di nascosto; per tutti gli SCONCI che ti hanno voluto bene: per tutto ciò e per altro ancora:
GRAZIE, insostituibile mio grande amico !
Contattandoci puoi avere la possibilità di conoscere meglio i muli e di farli conoscere ad altri.
Gli "sconci" (in gergo militare gli addetti alla loro cura) sono a disposizione per ulteriori informazioni.
A.N.A. Reparto Salmerie Vittorio Veneto c/o De Luca Antonio
Via Rive, 3 - 31010 Anzano di Cappella Maggiore (TV)
Tel. 0438 59825 - Fax. 0438 555207 email: info@repartosalmerievv.it
Per mettervi in contatto con noi puoi anche rivolgerti a:
SEZIONE ANA VITTORIO VENETOtel./fax : 0438 500099 - indirizzo e-mail: vittorioveneto@ana.it
oppure:delucasas@virgilio.it
oppure: alpinograziano@gmail.com